Due vie diverse che menano dopo la morte in due luoghi diversi

I Cristiani ossia i discepoli di Gesù che è chiamato Cristo sono sulla via che mena alla vita che è una via angusta ma che porta dopo la morte nel regno dei cieli ovvero in paradiso dove andranno a riposarsi dalle loro fatiche mentre coloro che sono senza Cristo e senza Dio nel mondo sono sulla via che mena in perdizione che è una via spaziosa che porta dopo la morte nell’ Ades dove saranno tormentati in un vero fuoco. Dunque esistono due vie diverse che menano dopo la morte in due luoghi diversi (cfr. Matteo 7:13-14). Se dunque tu che leggi ti trovi per la grazia di Dio sulla via che mena alla vita glorifica il Signore che ha avuto pietà di te e studiati di piacerGli in tutta la tua condotta osservando tutti i Suoi comandamenti e serbando la fede preziosa che hai ottenuto fino alla morte ma altresì se tu che leggi sei sulla via che mena alla perdizione ravvediti dai tuoi peccati e credi all’ Evangelo ossia credi che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitó il terzo giorno, secondo le Scritture e che poi apparve ai Suoi discepoli (cfr. 1 Corinzi 15:1-8). Ti avverto infatti che se ti rifiuterai di credere all’ Evangelo l’ ira di Dio resterà sopra di te e alla tua morte te ne andrai nell’ Ades dove sarai tormentato in un vero fuoco non attizzato dall’ uomo ma pur sempre un vero fuoco.

Gianni Mangiapia

Iddio è tutto

Fratelli nel Signore è per la grazia di Dio che siamo quello che siamo ed è la grazia di Dio che è con noi che fatica (cfr. 1 Corinzi 15:10) ed inoltre è per l’ aiuto che viene da Dio che siamo durati fino a questo giorno (cfr. Atti 26:22). Rendiamo dunque grazie a Dio per mezzo del Signore Gesù Cristo riconoscendo che noi siamo alcun e che Iddio è tutto. “Poiché da Lui, per mezzo di Lui e per Lui son tutte le cose. A Lui sia la gloria in eterno. Amen” (Romani 11:36).

Gianni Mangiapia

Non adulterate la Parola di Dio

Fratelli nel Signore non adulterate la Parola di Dio ma attenetevi fermamente ad essa. Così è scritto. Così crediamo e così parliamo. Imitiamo dunque gli Apostoli che potevano dire: “Poiché noi non siamo come quei molti che adulterano la parola di Dio; ma parliamo mossi da sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in Cristo” (2 Corinzi 2:17).

Gianni Mangiapia

Diritto di peccare?

L’ uomo non ha nessun diritto di peccare ossia di trasgredire i comandamenti giusti, santi e buoni del Signore poiché colui che “… fa il peccato commette una violazione della legge; e il peccato è la violazione della legge” (1 Giovanni 3:4) ma ha il dovere di ravvedersi dai propri peccati ossia di confessarli al Signore chiedendo perdono per essi e abbandonarli poiché colui che “… copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia” (Proverbi 28:13).

Gianni Mangiapia

Ordinate da Dio per il nostro bene

I Cristiani debbono stare soggetti alle autorità (disubbidendo ad esse solo nel caso che ordinino ai santi di fare qualcosa contraria alla Parola di Dio e quindi alla volontà di Dio) e pregare per loro affinché possano vivere una vita quieta, in ogni pietà ed onestà (cfr. 1 Timoteo 2:2). Le autorità superiori infatti sono state ordinate da Dio per il nostro bene e non per il nostro male (cfr. Romani 13:4). Stiamo dunque sottomessi alle autorità superiori e a non oltraggiarle come spesso fanno i pagani che non conoscono Iddio poiché gli oltraggiatori non erediteranno il regno di Dio (cfr. 1 Corinzi 6:9-11).

Gianni Mangiapia

Il piano dell‘ Eterno è quello che sussiste

Così dice la Sapienza: “Ci sono molti disegni nel cuor dell’ uomo, ma il piano dell’ Eterno è quello che sussiste” (Proverbi 19:21). Infatti noi sappiamo che”… la via dell’ uomo non è in suo potere, e che non è in poter dell’ uomo che cammina il dirigere i suoi passi” (Geremia 10:13). A Dio sia la gloria in Cristo Gesù e nella Chiesa per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen.

Gianni Mangiapia

Il giusto deve vivere per fede

Il giusto, ossia colui che ha ottenuto per la grazia di Dio la giustificazione che dá vita per mezzo della fede nel Signore Gesù Cristo, deve vivere per fede secondo che è scritto: “Poiché voi avete bisogno di costanza, affinché, avendo fatta la volontà di Dio, otteniate quel che v’ è promesso. Perché: Ancora un brevissimo tempo, e colui che ha da venire verrà e non tarderà; ma il mio giusto vivrà per fede; e se si trae indietro, l’ anima mia non lo gradisce. Ma noi non siamo di quelli che si traggono indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per salvar l’ anima” (Ebrei 10:36-39). E “…la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono” (cfr. Ebrei 11:1). Badiamo dunque a tutte le nostre vie fratelli.

Gianni Mangiapia

Sia fatta la volontà del Signore

“Sia fatta la volontà del Signore” (cfr. Atti 21:14). Queste furono le parole che Luca e altri discepoli dissero dopo che constatarono che Paolo non si lasciava persuadere a non andare a Gerusalemme dopo che fu predetto che proprio a Gerusalemme sarebbe stato legato dai Giudei e sarebbe stato messo nelle mani dei Gentili. Impariamo dunque a dire anche noi come quei nostri fratelli: “Sia fatta la volontà del Signore”.

Gianni Mangiapia

I figliuoli sono un premio, non un castigo!

I figliuoli sono un premio infatti così è scritto: “Ecco, i figliuoli sono un’ eredità che viene dall’Eterno; il frutto del seno materno è un premio. Quali le frecce in man d’ un prode, tali sono i figliuoli della giovinezza. Beati coloro che ne hanno il turcasso pieno! Non saranno confusi quando parleranno coi loro nemici alla porta (Salmi 127:3-5). Così è scritto e così dunque stanno le cose. I figliuoli sono un premio, non un castigo! Si ravvedano e si convertano dunque tutti coloro che anche in mezzo alle chiese la pensano in questo modo a tal riguardo.

Gianni Mangiapia